Pubblicato il: 09 Luglio, 2021  1734

Caso Malika Chalhy: il Codacons presenta un esposto per truffa aggravata

L'ente ha annunciato di presentare un esposto alla magistratura riguardo agli ultimi eventi di Malika

Caso Malika Chalhy: il Codacons presenta un esposto per truffa aggravata

L'ente ha annunciato di presentare un esposto alla magistratura riguardo agli ultimi eventi di Malika


Continua a far discutere il caso di Malika Chalhy che, in questi giorni, è stata beccata a bordo di una Mercedes pagata con i soldi di chi voleva aiutarla. Come ricordiamo, la ragazza fu cacciata dalla famiglia a causa del suo orientamento sessuale e il fatto toccò molto l’opinione pubblica che donò tantissimi soldi per permettergli una nuova vita. Sta di fatto che dopo l’auto vistosa sono emersi altri dettagli che hanno dato una pessima immagine alla ragazza, tanto che il Codacons ha annunciato di intervenire.

Caso Malika Chalhy: il Codacons interviene

Da quando era una ragazza in difficoltà dopo che la famiglia l’aveva cacciata di casa, Malika Chalhy si è ritrovata a guidare una Mercedes da 14mila euro e a possedere un cane da duemila e cinquecento euro. Naturalmente il tutto con i soldi di chi voleva aiutarla per consentirle dei beni di prima necessità come una casa, del cibo e dei vestiti. Sta di fatto che Malika non solo ha speso quei soldi donati per comprare quelli che non sembrerebbero beni di prima necessità ma non ha neanche trovato un lavoro. Insomma una situazione che ha fatto arrabbiare tutti e ha spinto il Codacons a esporre un esposto alla magistrazione per la possibile fattispecie di truffa aggravata in quanto, secondo l’ente, la vicenda dimostra come nel settore regni l’anarchia dove non c’è alcun controllo sulla destinazione dei soldi arrivati da piattaforme come Gofundme.

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Caso Malika Chalhy: le parole del Codacons

Non è una novità che il Codacons faccia sentire la sua voce sui temi di attualità che vanno dal mondo dello spettacolo alla difesa dell’ambiente. Il caso di Malika Chalhy ha fatto sicuramente scalpore e l’ente ha deciso di voler far sentire la sua voce: “La vicenda di Malika dimostra che chiunque può richiedere soldi ai cittadini attraverso queste piattaforme, ma poi non c’è nessun controllo e le stesse società che ospitano le campagne di solidarietà declinano qualsiasi responsabilità per eventuali usi non conformi dei fondi donati dai cittadini. Abbiamo deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica di Milano e Firenze, affinché avviino una indagine sulla vicenda alla luce sulla possibile fattispecie di truffa aggravata”.

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Caso Malika Chalhy: la difesa della ragazza

L’onda d’urto dopo che si sono scoperti i suoi acquisti è stata devastante per Malika Chalhy, la quale ha dovuto fare i conti con la realtà. Dapprima ha disattivato la funzione dei commenti su Instagram, successivamente ha provato a giustificare le sue azioni: “La gogna me la prendo tutta. Ho fatto una scelta affrettata, magari dovevo trovarmi prima un lavoro. Ma se i soldi mi sono stati donati, perché non vi va bene di quello che faccio?”. E sulla Mercedes e il cane, risponde: “Sono stata fraintesa. Il bulldog francese era un supporto psicologico. La Mercedes è usata. Se potevo prendere un’altra auto? Sì, ma ho preferito questa per i miei spostamenti”.

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